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  • Immagine del redattoreDott.ssa Chiara Zioli

CHE ANSIA QUEST'ANSIA!

Aggiornamento: 27 nov 2018

Che cos'è l'Ansia? E quando si può parlare di Disturbo da Attacco di Panico?


Chiunque, almeno una volta nella vita, ha avuto la “sfortuna” di sperimentare quella fastidiosissima sensazione chiamata ansia, e in circostanze ancora meno piacevoli un vero e proprio senso di panico. L'ansia e il panico viaggiano infatti sulla stessa lunghezza d'onda, ma andiamo con ordine... come può essere definita l'ansia? E' sempre negativa per il nostro benessere psico-fisico? E quando si “trasforma” in una vera e propria sensazione di panico? La prima cosa da sottolineare è che l’ansia non è una vera emozione bensì uno stato di attivazione fisica, percepita quindi a livello corporeo, di intenso disagio associato al bisogno di scappare o comunque evitare una data situazione/persona/emozione/ricordo. Questo ci permette quindi di cogliere il “lato positivo” dell'ansia, ovvero il suo ruolo adattivo nell'aiutarci ad individuare minacce future e a premunirci contro di esse; un vero e proprio campanello d'allarme che ci avvisa quando siamo davanti ad una situazione da noi percepita come potenzialmente pericolosa. In alcuni casi però può accadere che l'ansia si presenti come una sensazione davvero intensa e spiacevole per le persone che ne soffrono, che iniziano a manifestare reazioni ansiose in modo generalizzato anche in situazioni di per sé neutre, o che presentano sintomi incontrollabili, che influenzano negativamente in modo considerevole il benessere della loro vita. E' in questi casi quindi che l'ansia perde la sua natura adattiva e diviene invece patologica. La manifestazione patologica dell'ansia si può realizzare attraverso diversi tipi di disturbi, come l'ansia generalizzata, le fobie, il disturbo post traumatico da stress, il disturbo ossessivo compulsivo e il disturbo da attacco di panico; ed è proprio di quest'ultimo che parleremo oggi.


Che cos'è quindi l'attacco di panico?

L'attacco di panico viene definito un periodo preciso di paura o disagio intenso in assenza di un reale pericolo, accompagnato da sintomi somatici, dovuti all’attivazione del sistema simpatico, e cognitivi (paura di impazzire, di perdere il controllo, paura di morire) che si sviluppano improvvisamente e raggiungono il picco nel giro di dieci minuti. Tra i sintomi più ricorrenti dell'attacco di panico troviamo:

  • palpitazioni, cardiopalmo o tachicardia

  • sudorazione

  • tremori fini o grandi scosse

  • dispnea o sensazione di soffocamento

  • sensazione di asfissia

  • dolore o fastidio al petto

  • nausea o disturbi addominali

  • sensazioni di sbandamento, testa leggera o svenimento

  • sensazione di irrealtà o di depersonalizzazione (sentirsi distaccati da se stessi)

  • paura di perdere il controllo o di impazzire

  • paura di morire

  • sensazione di torpore o di formicolio

  • brividi e vampate di calore.

Presenta quindi sintomi che spesso vengono scambiati con un attacco cardiaco, e che fanno vivere alla persona una vera e propria paura di morire. Ulteriore elemento di disagio e vulnerabilità è la natura improvvisa e l'imprevidibilità dell'attacco di panico, che porta spesso la persona ad esperire un ulteriore tipo di ansia, definita “ansia anticipatoria”, ovvero l'ansia di risperimentare una situazione e una sintomatologia di questo tipo. Va detto che si parla di disturbo di attacco di panico, quando questa sintomatologia si presenta in modo ricorrente, alterando in maniera significativa la qualità della vita di una persona. La naturale domanda che segue tale definizione è “Come curare l'ansia e le sue relative manifestazioni?” Prima di tutto, non mi stancherò mai di ripetere che il primo passo verso il cambiamento è riconoscere il proprio bisogno di cambiare, e avere il coraggio di chiedere aiuto. Il modo migliore per “curare” l'ansia è imparare a gestirla. Rivolgersi ad uno psicologo che sarà in grado di aiutarvi ed indirizzarvi verso la giusta terapia, in base alla vostra specifica sintomatologia e alle motivazioni che ne sono alla base, rappresenta quindi sempre la scelta migliore. Particolarmente utile per la gestione dell'ansia sono anche le tecniche di visualizzazione e di rilassamento, come il Training Autogeno, che dopo essere appreso può essere svolto in completa autonomia, e che rappresenta una fonte di sicurezza per la persona che davanti ad una circostanza di disagio e vulnerabilità sa di possedere uno strumento utile per far fronte a quella situazione.





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